Legge di bilancio. Magi (APM) "Senza risorse il Ssn e i rinnovi di contratti e convenzioni sono a rischio"

20 OTT- All’indomani dell’approvazione della legge di bilancio 2018 da parte del Governo, il portavoce di APM (Alleanza per la Professione Medica), ha incontrato il rappresentate salute delle Regioni e gli ha manifestato la sua preoccupazione per quanto riguarda le risorse che l’Esecutivo ha destinato al Fondo sanitario nazionale.

"Premesso che stiamo parlando di anticipazioni che dovranno trovare conferma nei prossimi giorni, siamo però preoccupati da quanto emerge dalla manovra di bilancio 2018 appena approvata dal Consiglio dei Ministri". A parlare è Antonio Magi, Portavoce di APM (Alleanza per la Professione Medica, l’insieme di sigle che comprende Andi, Anpo, Cimo, Cimop, Fesmed Fimmg, Fimp, Sumai e Sbv) che riferisce del suo incontro con Antonio Saitta Presidente della Commissione salute alla Conferenza Stato Regioni.

"Alle Regioni ho fatto una valutazione sulla manovra e sulle anticipazioni che girano secondo le quali sembrano non esserci le risorse necessarie né per il mantenimento, né per il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Avendo il Pil avuto un incremento, non si capisce perché parte di questo non possa essere trasferito nella sanità che è il secondo produttore di ricchezza del Paese. Inoltre le risorse destinate sembrano essere sufficienti anche per il rinnovo di contratti e convenzioni, nonostante siamo da otto anni in vacanza contrattuale, unica categoria all’interno di tutta la Pubblica Amministrazione".

"Tanto per essere chiari a noi sembra che la mancanza di fondi manifesti una volontà, da parte della politica, di affossare il Ssn. Abbiamo quindi chiesto alle Regioni se hanno intenzione di mettere gli eventuali soldi mancanti, essendo loro, secondo la riforma del Titolo V, le referenti per la sanità dopo il governo. Gli abbiamo inoltre chiesto se hanno un piano strategico, una linea comune oppure se ogni Regione va per conto proprio. Perché noi medici, con il nostro senso di responsabilità, fino ad oggi abbiamo mantenuto il sistema. Vorremmo insomma sapere qual è il nostro futuro perché così non si può più andare avanti". È evidente – ha concluso Magi – che in mancanza di risposte concrete daremo vita ad iniziative di sensibilizzazione di medici e cittadini in ogni territorio".

 

Scarica il comunicato stampa in versione pdf

Apm. Cambio al vertice, Magi (Sumai) è il nuovo portavoce

18 ottobre - Cambio della guardia in Alleanza per la professione Medica (Apm). Riccardo Cassi (Cimo), dopo due mandati, lascia la carica di portavoce. Al suo posto è stato nominato il segretario generale del Sumai, Antonio Magi, che ringrazia il predecessore per il lavoro sin qui svolto. Oggi per Magi è il giorno del primo impegno, sarà in via Parigi per partecipare ad un incontro con le Regioni.

“Ringrazio il mio predecessore Riccardo Cassi per l’ottimo lavoro sin qui svolto”. Queste le prime parole di Antonio Magi, il Segretario generale del Sumai Assoprof, nominato nuovo portavoce di Apm, l’Alleanza per la professione Medica.  

L’assemblea dei soci lo ha votato all’unanimità. Il suo mandato viene rinnovato di anno in anno. L’avvicendamento è stato un passo del tutto naturale non essendo più Riccardo Cassi presidente della Cimo.  

“Nel raccogliere quest’importante testimone – ha continuato Magi - mi impegnerò, com’è tradizione di Apm, a promuovere e sostenere ogni possibile soluzione al disagio della professione medica, nell’interlocuzione con le Istituzioni e con gli altri soggetti del sistema sanitario”.  

Il primo impegno per Magi, come portavoce, è l’incontro previsto per oggi con le Regioni a via Parigi per chiedere, tra le altre cose, che nella legge di bilancio 2018 ci siano implementi delle risorse disponibili per il finanziamento di contratti e convenzioni. Tra le altre richieste, che per la sanità pubblica sia prevista una defiscalizzazione del salario di produttività e provvedimenti corrispondenti sulla quota variabile dei convenzionati. Ancora, si chiederà che si estenda al settore pubblico forme di welfare aziendale per dirigenti e convenzionati e che che si acceleri la stabilizzazione dei precari e l’aumento dell’occupazione giovanile. 

 

La salute del cittadino non va a tempo. APM risponde alla Regione Lazio sul tempario da applicare alle visite mediche

Quelli proposti dalla Regione Lazio sono tempi irrealizzabili e anche pericolosi per la salute dei pazienti perché in così poco tempo un professionista non può svolgere un’analisi attenta ed accurata. Il Paziente è una persona e va considerata e rispettata come tale, specialmente se quando malata diventa più vulnerabile e più fragile.

Alleanza per la professione medica (APM) si domanda come si possa fare un’elettromiografia semplice in 5 minuti o prevedere che una visita oncologica ne duri 20 quando c’è da considerare l’aspetto umano, empatico e dell’ascolto del paziente.

Così APM interviene sul DCA del 28 giugno scorso della Regione Lazio “Il tempario regionale di riferimento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali individuate come critiche” che riguarda i tempi di 63 prestazioni specialistiche.

APM contesta questa metodologia basate su tempari che sempre più spesso si tenta di applicare al lavoro medico, come nel caso della determinazione dei fabbisogni di personale. Pertanto APM chiede alla FNOMCeO di esprimersi sull’eticità e la liceità che altri decidano al posto del medico, i tempi per eseguire una prestazione o una visita specialistica.

E’ vero, prosegue APM, che in regime ambulatoriale è necessario preparare delle agende di prenotazione cadenzate, con un “tempo agenda medio” tra una prenotazione e l’altra e che questa deve variare rispetto alla complessità prevista dalla prestazione da erogare. Ma non si può prevedere la reale durata, perché non si possono prevedere le diagnosi. “Come si fa a comunicare ad un paziente, dopo la visita, una diagnosi di patologia neoplastica, lo mandiamo via in fretta perché stanno per scadere i minuti previsti dal tempario? E se, come succede, dobbiamo spiegare nei dettagli come eseguire una terapia, specie se innovativa, cosa facciamo, contiamo i minuti? Per queste cose che riguardano il rapporto medico paziente non ci possono essere tempi massimi”.

La professione medica non può essere trasformata in una catena di montaggio dell’industria metalmeccanica senza compromettere irreparabilmente il rapporto medico paziente ed incidere negativamente sulla sicurezza delle cure; e poi parliamo di risk management e applicazione della legge 24/2017 sulla responsabilità professionale (legge Gelli).

Saper ascoltare e scegliere le parole giuste spesso fanno la differenza tra i professionisti. Il medico deve avere il “tempo” di ascoltare il paziente e di fornire informazioni chiare, personalizzate e veritiere sullo stato di salute, su vantaggi, rischi e possibili complicanze di terapie o modifiche di esse, interventi o procedure diagnostiche, per mettere la persona nelle condizioni di poter esprimere con i tempi giusti il consenso o dissenso.

La burocrazia non può e non deve condizionare il lavoro del medico dettando tempi e compiti burocratici o sostituirsi alla cura. Il medico deve poter svolgere la sua professione in scienza e coscienza e non essere limitato o vessato da logiche economicistiche.


Scarica il comunicato stampa in versione pdf

 

Alleanza per la Professione Medica ritiene che serva un vero e proprio rilancio della professione medica in questa fase storica di trasformazione e di progressiva evoluzione della medicina caratterizzata da un repentino progresso tecnologico e scientifico e da nuovi bisogni di salute dei cittadini. 
Il documento con i 10 punti programmatici presentato dal Presidente della OMCeO di Bari, Filippo Anelli, già condiviso da una larghissima maggioranza dei Presidenti degli Ordini dei medici e odontoiatri italiani, riapre una discussione su questo tema, che dopo Rimini sembrava essersi interrotta, e lancia una sfida in cui tutti i sindacati e associazioni professionali appartenenti ad APM si riconoscono da tempo, partendo proprio da quelle tematiche che sono state alla base della costituzione stessa di APM ovvero:

1. Combattere il disagio della professione

2. Rifiutare una medicina amministrata con sempre più burocrazia.

3. Evitare che sulla professione si scarichino le contraddizioni di un sistema che investe sempre meno e chiede ai medici di limitare l'assistenza

4. Ribadire con forza la necessità di ripartire dall'etica

5. Rivendicare l'autonomia e responsabilità della professione medica a garanzia del diritto alla salute

6. Contrastare il dl Lorenzin che marginalizza e frammenta la professione

7. Rivendicare una formazione e qualità come risposta della professione a chi invece vuole trasformarci da professione intellettuale a meri tecnici della salute.

8. Contrastare l'aumento in maniera indiscriminata delle professioni sanitarie che significa creare confusione tra gli operatori e i cittadini senza che vi sia un reale bisogno.

9. Puntare sui giovani, curandone la formazione ma anche garantendone le prospettive di lavoro.

10.Tamponare l'emorragia della fuga all'estero dei nostri giovani. Sbloccare le assunzioni. Ridurre i tempi della formazione

11. Ridare autorevolezza agli Ordini e alla Fnomceo nel governo della professione, partendo anche dal riconoscere alla Federazione degli Ordini dei Medici un ruolo e una responsabilità sussidiaria dello Stato per la governance delle linee guida e delle Società Scientifiche di area medica previste dalla legge Gelli sulla responsabilità professionale.

Se la FNOMCeO si propone di ascoltare le istanze che vengono dalla società civile e dalle organizzazioni professionali, così come si legge nel documento Anelli, allora noi ci siamo e ci saremo pronti ad affrontare questa nuova sfida.

 

Andi 
Anpo Ascoti Fials Medici
Cimo
Cimop
Fesmed
Fimmg
Fimp
Sbv
Sumai


Scarica il comunicato stampa in versione pdf

 

Comunicato stampa

L’incontro dei vertici della FNOMCeO con le OO.SS. dei medici e odontoiatri ha sottolineato l’importanza dell’unità della categoria. I sindacati che si riconoscono in Alleanza per la Professione Medica condividono questo obiettivo e ritengono che i medici debbano rivendicare insieme ai cittadini che l’erogazione dei LEA avvenga integralmente in tutte le Regioni e con un adeguato livello di qualità e sicurezza delle cure.

Un numero adeguato di medici e odontoiatri, una formazione mirata alle specifiche attività e soprattutto una politica di sintesi nazionale di interessi assistenziali che coinvolga la responsabilità delle Regioni, appaiono le condizioni primarie per garantire la “doverosa erogazione” del diritto incomprimibile alla salute come previsto dalla vigente Costituzione a tutela dei cittadini.

Roma 1 febbraio 2017

ANDI

anpo

CIMO

CIMOP

FESMED

FIMMG

fimp

Sumai