Manovra sanità 2015, APM: “Le Regioni continuano a tagliare sui servizi ai cittadini invece che sugli sprechi”.

Le Regioni piuttosto che incidere sugli sprechi che sono sotto gli occhi di tutti, compresa la magistratura, hanno scelto di tagliare ancora una volta i servizi sanitari ai cittadini e di far ricadere sacrifici ed oneri sui medici.

Nessun sacrificio viene invece richiesto ai ricchi emolumenti dei consiglieri regionali e dei vertici delle partecipate regionali. Inoltre, nessun ridimensionamento è in programma per quanto riguarda gli elefantiaci apparati burocratici regionali.

Mentre gli operatori della sanità continuano a discutere sul “comma 566”, la politica, assecondando i desiderata dell’Ipasvi, taglia i primariati medici e fa lievitare le strutture complesse delle professioni infermieristiche e amministrative, seguendo anche in questo il dettato del comma 566, ove prevede che “non debbano esserci maggiori spese per la finanza pubblica”.

La classe politica nazionale e regionale dovrebbe concordare con i medici sul fatto che le competenze dei medici italiani non possono essere diverse o peggio ancora, inferiori rispetto a quelle previste per i colleghi europei sanciti dal “Medical Act” dell’UEMS. Il comma 566 non è stato dimenticato, il suo inserimento nella legge di stabilità è stato un attacco alla professione medica che deve trovare una adeguata correzione.

APM quindi chiede con forza una risposta su ruolo funzioni e competenze del medico che il Ministro della Salute avrebbe dovuto dare nella riunione dell’11 marzo scorso, rinviata e mai più riconvocata.

Comunicato stampa allegato

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